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Latte e osteoporosi

Pubblicato in Prevenzione e Salute
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Nonostante le opinioni diffuse anche fra taluni medici e nutrizionisti, e di là dalle divulgazioni operate dalle pubblicità, il consumo di latte non previene l’osteoporosi, né aiuta i soggetti affetti da questa patologia, inclusi quelli più a rischio per motivi fisiologici, come le donne in menopausa. Infatti, come afferma l’Harvard Nurses’ Health Study [3], che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, ha mostrato che l’aumentato consumo di latte non avrebbe alcun effetto protettivo sul rischio di fratture. Anzi, l’aumentata introduzione di calcio attraverso latte e latticini era associato con un rischio di fratture più elevato. Le proteine contenute nel latte hanno infatti un alto grado di acidità, e ciò significa che, per quanto il latte possa fornire calcio e vitamina D, provocherà anche delle reazioni fisiologiche volte a tamponare l’acidità provocata dall’assorbimento delle suddette proteine con conseguente impoverimento dei depositi di calcio contenuti nelle ossa. Uno Studio Australiano [4] è pervenuto al medesimo risultato. Inoltre altri Studi [5][6] non hanno evidenziato alcun effetto protettivo sull’osso da parte del calcio proveniente dai derivati del latte. Un’illustrazione chiara su questo può essere dimostrata dalle statistiche nei paesi europei con la Svezia che è il maggiore consumatore di latticini al mondo e che è anche il paese del mondo dove ci sono più fratture. Un’altra dimostrazione sono i paesi asiatici dove il latte non è utilizzato e dove non ci sono fratture dovute all’osteoporosi. Se poi prendiamo i cinesi della Cina e i cinesi di Hong Kong si vede subito la differenza tra quelli che non utilizzano il latte e quelli occidentalizzati dagli inglesi che hanno problemi con la densità delle ossa, colesterolo, tumori, prostata, ecc. Per ridurre il rischio di osteoporosi, va ridotta l’assunzione con la dieta di sodio e di proteine animali , aumentato il consumo di frutta e verdura, l’attività fisica , e va assicurato un adeguato introito di calcio da fonti vegetali, come ad esempio la verdura a foglia verde e i fagioli, come pure prodotti addizionati di calcio tipo i cereali per la colazione e i succhi.

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